Per una fotografia autentica

Sicuramente già lo sai: le foto che scorri quando apri Instagram stanno piano piano iniziando a sembrare tutte uguali tra di loro. Ci sono cappelli a falda larga, petali sparsi sui tavoli, tazze con frasi motivazionali, gambe all’aria e – soprattutto – c’è un profilo che colleziona tutti questi scatti mettendoci davanti alla realtà dei fatti: insta_repeat.

Siamo creatori di déjà-vu, copioni di immagini prefabbricate, “mooolto instagrammabili, che appiattiscono la comunicazione e impigriscono gli occhi.

Non siamo cloni, ma…

ad una prima occhiata tutti noi abbiamo una quotidianità poco originale che si assomiglia: mangiamo, andiamo al lavoro, viaggiamo, ci entusiasmiamo o indigniamo per gli argomenti del momento.
Per quanto sappiamo di essere unici e irripetibili, ci sono buone probabilità che parte di quello che stiamo facendo, quello che stiamo mangiando o il luogo che stiamo visitando l’abbia già fatto, mangiato, visitato e “postato” qualcuno prima di noi. In più, tendiamo a leggere, guardare e approfondire le cose che sentiamo più vicine e applichiamo questa preferenza ai canali social, con il rischio di autoingabbiarci in una bolla e di limitare il nostro occhio sul mondo.

La verità è che nessuno vede/fa/sente quello che vedi tu, nel modo in cui tu lo vedi/fai/senti. E proprio questo concetto è da nutrire, per alimentare ispirazione e creatività. Se là fuori le fotografie di branding, di viaggi, di cibo ti sembrano tutte ricolme di cliché, è da te che devi ripartire e dal tuo mondo privato e autentico di pensieri, valori e passioni.

Il sassofono di Charlie Parker

Charlie Parker era uno che del suo sassofono sapeva veramente tutto, arrivava ad esercitarsi anche quindici ore al giorno e conosceva ogni millimetro del suo strumento.
Suonava moltissimo live, collaborando con i migliori musicisti sulla scena, ma le armonie dell’epoca a un certo punto iniziarono a sembrargli stereotipate, così ai concerti ci concentrava e improvvisava live tentando con altri intervalli tra le note:

«…mentre lo facevo, mi accorsi che stavo suonando improvvisamente ciò che per tutto quel tempo avevo sentito dentro di me. Rinacqui a nuova vita.»

Mettiamo il caso che tu sia un freelance, un creativo, un’impresa che utilizza i social network per raccontare la tua attività. Hai seguito corsi di digital marketing, spargi cuori sui tuoi miti del web, sai scrivere una caption che acchiappa il tuo pubblico, magari hai anche dato consigli a qualche tuo collega.
Hai imparato tanto, quasi tutto quello che c’è da sapere su come promuoverti.
Ma è la tua voce che devi trovare, tornando indietro, cercando una nuova risposta a chi ti chiede: “Che lavoro fai?”, esattamente come se fosse la prima volta, lanciandoti nel vuoto. Di sicuro hai elaborato una risposta che di solito daresti, ma nel frattempo quante cose sono cambiate? Le stai tenendo tutte in conto? Chiediti di nuovo: chi sono? Che cosa faccio? Per chi lo faccio? Perché le persone ne hanno bisogno? Cerca parole sincere, diverse, meno stereotipate, non imitare nessuno, ma trova le risposte più autentiche e in linea con quello che sei in questo momento, con quello che il tuo brand è diventato.
O, come ti direbbe Charlie: “Impara tutto sulla musica e sul tuo strumento, poi dimentica tutto sia sulla musica che sullo strumento e suona ciò che la tua anima detta.”

Le melanzane alla parmigiana

Le cose in cui credi sono il punto di partenza per tornare ad una comunicazione autentica, originale, che racconti davvero di te.
I tuoi valori sono l’isola incontaminata a cui ritornare quando là fuori c’è un po’ troppo rumore e servono a tenere stretti tutti gli aspetti della tua creatività.

Tutte le persone creative che conosco sono brave in molte cose.
C’è chi sa guardare la città con occhi che collezionano storie, ma sa anche come gestire una perfetta mise en place per la cena, accoglie i viaggiatori come nessun altro , quando ti parla di arte moderna, ti lascia ad ascoltare a bocca aperta.
Oppure ci sono insegnanti meravigliose, che cercano spunti per gli studenti ogni giorno, ma che sono anche anche cartografe provette: cuciono quaderni, creano ghirlande di compleanno e non puoi non innamorarti dei collage che fanno, oltre che delle melanzane alla parmigiana versione light, più buone di quelle fritte.
Ci sono fotografe esperte di smart working, che hanno sempre uno strumento in più da consigliarti, specialiste del tè che insegnano la storia, ballerine di danze orientali che durante il giorno salvano automobilisti in panne, professioniste dell’acquerello che leggono i tarocchi e scalano montagne, web designer appassionatissime di viaggi e di cartoleria, sarte che in realtà sono anche delle nerd espertissime in giochi di ruolo, videogiochi e serie tv…devo continuare?

Ti hanno detto di concentrarti su una sola cosa – o pochissime cose – che sai fare molto bene, concentrando lì la tua comunicazione, per non confondere pubblico. Ed è vero, le melanzane alla parmigiana potrebbero stonare sul profilo della tua attività…ma se tra i tuoi valori ci fosse quello dell’etica ambientale e tu avessi appena trovato una ricetta meravigliosa, magari con una eco-cottura o utilizzando ingredienti di scarto che la rendono in realtà buonissima? Ti sembrerebbe così strano fotografarla?

I valori tengono stretti tutti gli aspetti della tua creatività e sono la bussola da seguire per sfornare finalmente la tua originalità online.

Indossa gli occhiali

Ora, non ti resta altro che prestare attenzione.
Metti su gli occhiali dell’autenticità e guarda le tue giornate attraverso i loro vetri: il tuo lavoro, i rituali appena tiri su la serranda del tuo negozio, la frase che ti ha detto il tuo cliente ieri sera, il libro che hai appena comprato.

La bellezza si nasconde nelle piccole cose, ma spesso siamo davvero troppo distratti per riuscire a catturarla. Invita chi è là fuori a sbirciare, a entrare in punta di piedi, a vedere dove vivi, chi sei, come fai quello che fai: se il tuo sistema di valori risuonerà in qualcuno di loro, avrai creato un ponte forte e solido con il tuo pubblico.

Ovviamente questo non significa che dovrai smettere di fare fotografie con i petali sparsi sul tavolo o che non potrai scattare una foto in quell’angolo della città cooosì instagrammabile, ma forse ti verrà voglia di scombinare i piani più spesso, di trovare l’incastro perfetto tra la spontaneità e l’estetica, di cambiare la prospettiva, alzando o abbassando la fotocamera, per scattare proprio lì dove ti senti finalmente, esattamente tu.

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