Piccola guida alla fotografia still life

Mi è sempre piaciuto tantissimo il termine inglese still life, letteralmente “vita immobile” rispetto al nostro natura morta, anche se si porta dietro profumo di tela e pittura.
E proprio perché lo chiamo “still life” non riesco a pensare a questo tipo di fotografia come il classico scatto da e-shop con lo sfondo bianco…anzi! Può e deve essere molto di più: attraverso la luce diamo carattere agli oggetti che scegliamo di rappresentare, con la composizione e la profondità di campo guidiamo l’occhio di chi osserverà il nostro scatto, a seconda dell’atmosfera della fotografia ci potrà sembrare quasi di essere lì, con le mani appoggiate a quel davanzale o le gambe sotto quella scrivania.

E se la vita immobile degli oggetti può sembrare facilona da fotografare rispetto ai soggetti in movimento, sappi che la situazione è meravigliosamente più complessa: in realtà ti trovi davanti a un enorme campo di sperimentazione.
Quando tutto è fermo sei proprio tu a decidere come raccontare gli oggetti che hai di fronte all’obiettivo…ci proviamo insieme?

La luce è tutto!

Non sai mai bene come una certa luce può riflettersi su una biglia o su un rosa”, dice la fotografa Hannah Concannon e ha proprio ragione. Prima di impugnare la macchina fotografica, ricordati di fare amicizia con la luce e capire come vorresti che si posasse sulla tua composizione. Che cosa stai cercando di dire, dove cercherai di portarmi con questo scatto? Lo farai con una luce diffusa e omogenea? Oppure un netto taglio tra luci e ombre? Osserva per un giorno l’angolo in cui scatterai e appunta orari e modo in cui la luce cambia. Quando hai trovato la luce giusta, è il momento di iniziare a capire dove poter sistemare gli oggetti.

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Questa luce nell’angolino di casa mi ha fatto innamorare!

Reflex o smartphone?

La migliore fotocamera è quella che hai tra le mani, scatta con qualcosa che conosci bene. Il mio obiettivo del cuore per gli still life è sempre lui, il mio adorato 50mm f1.8. Ma nulla ti vieta di sperimentare con l’obiettivo classico in dotazione con ogni macchina fotografica, il 18-55. Impostalo a una lunghezza focale da 35 a 55 mm e non muoverlo più: muovi piuttosto gli oggetti che hai davanti all’obiettivo. Stesso discorso per il cellulare: utilizza il 2x solo se il tuo telefono ha più fotocamere, altrimenti muoviti tu…ricordi quanto è importante, vero?

Treppiedi + pannello riflettente: two is megl che uan!

Avere un cavalletto per lo smartphone o per la tua macchina fotografica è utilissimo per la fotografia still life, perché è una fotografia lenta, che ti permette di posizionare gli oggetti, aggiungerli o togliere elementi per costruire la tua foto: ricorda che conta solo quello che vedi nel tuo rettangolo di scatto. Quando sistemi gli oggetti sul set fallo sempre guardando in macchina, facendo attenzione a cosa entra nel quadro; elimina tutti gli elementi di disturbo prima della fase di scatto, così in postproduzione potrai concentrarti sull’atmosfera e sui colori, senza passare ore con il cerotto di Photoshop sullo sfondo 😉 quando il set è pronto, ricorda di impostare la modalità di autoscatto per evitare il micromosso: “vita immobile” è una vera e propria dichiarazione di intenti! 🙂

L’altro elemento che ti sarà molto utile è un pannello riflettente.
Puoi acquistarlo, oppure optare per due soluzioni (+ una!) a costo quasi zero:
– se hai un tagliere abbastanza grande in casa oppure un cartoncino rigido, rivestilo con la carta alluminio;
– compra un pannello di polistirolo in un negozio dedicato al fai da te: di solito li trovi nella dimensione di un metro per un metro;
+1: la mia collega di storie fotografica e amica Patrizia appena letto questo articolo mi ha suggerito anche un cartoncino Bristol bianco…facile ed economico!

Posiziona il tuo pannello dal lato opposto a quello dove arriva la luce, per attutire le ombre, muovilo per capire come funziona e giocaci un po’, perché oltre a prendere confidenza con la luce è bene prenderla anche con le ombre! Ovviamente se opti per un set con una luce diretta e molti contrasti, il pannello riflettente può aspettare la prossima fotografia.

Basi, sfondi, props ecc ecc

Ancora una volta, guardati intorno: ci sono texture, stoffe, pattern che possono esserti utili lì dove sei? Un muro bianco è un bel punto di partenza per cominciare, così come un piccolo mobile, un davanzale o magari una vecchia tenda della nonna appoggiata sullo sfondo. Puoi provare con cartoncini colorati a creare varie composizioni e, se proprio decidi di fare sul serio, troverai meravigliosi gli sfondi in vinile, io uso quelli di Lovalù…sono stupendi, si puliscono velocissimamente e si arrotolano quando hai finito: comodissimi!

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Still life realizzato per Ljuba con uno sfondo in vinile Lovalù

E per i props? Anche qui, molto dipende da quello che vuoi raccontare. Scegli oggetti che non distolgano l’attenzione dal soggetto principale della tua fotografia e tieni a mente che più gli elementi sono piccoli, più sarà facile disporli sulla scena. Puoi raccogliere sassolini, conchiglie se sei al mare, rami nei boschi o fiori durante le tue passeggiate per utilizzarli poi sul set, oppure trovare oggetti affascinanti ai mercatini dell’usato.
Un altro luogo dove mi piace andare a sbirciare sono i negozi di scrapbooking: sticker, piccoli oggetti di cancelleria, fogli con pattern stupendi…sono posti incredibilmente pieni di creatività! Prima di acquistare, però, cerca sempre di utilizzare quello che già hai in casa, da te o magari nella soffitta di famiglia: lì sì che troverai piccoli tesori pieni di storie.

In fase di composizione, comincia da una sola e semplice regola: LESS IS MORE, meno è meglio. Lascia quindi respirare la composizione e non introdurre proprio tutto sul set: continua a pensare all’atmosfera, a dove vuoi portare chi guarderà quella fotografia, scegli solo quello che è necessario…e adesso, qualche regola di composizione per iniziare a sistemare gli oggetti.

Verticale o orizzontale?

Questa è la tua prima scelta di composizione fotografica: sembra banale, eppure non lo è affatto. La scelta che farai dipende essenzialmente da tre fattori: dove stai fotografando, la forma degli oggetti che fotograferai e dove andrà a finire la tua fotografia.

Il posto in cui è collocato il tuo set è fondamentale: c’è più spazio in orizzontale? Oppure hai modo di verticalizzare la tua foto senza inciampare in elementi strutturali di disturbo? Valutali allontanandoti o avvicinandoti al set con il tuo strumento fotografico e variando la profondità di campo…uno spigolo che entra in campo può essere un elemento che direziona la fotografia oppure lo sfondo un po’ graffiato della finestra fa un effetto WOW se lo sfochi per concentrarti sul soggetto principale.

Seconda valutazione: gli oggetti protagonisti della tua fotografia devono essere valorizzati al meglio: ci sono delle bottiglie, dei fiori a stelo lungo oppure una lampada di design? Vai con il formato verticale e slanciali, mentre se sono oggetti rotondi, più piccoli o che si espandono in larghezza, uno scatto orizzontale li valorizzerà meglio. 

Ultimo, ma fondamentale: dove andranno le tue fotografie? Sul tuo canale Instagram? Perfetto il verticale da trasformare poi in 4:5, ma se invece le foto servono per le slide in homepage del tuo sito molto probabilmente il formato orizzontale sarà quello da preferire…prova a immaginare o anche a disegnare su carta la tua idea per questo scatto, capirai subito in che formato lo vedi!

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Still life realizzati per il podcast di Sambu Buffa “L’educazione antirazzista secondo Sambu”: lo stesso set è fotografato in verticale e in orizzontale, quale preferisci e perché?

Non solo flat lay

Ti ricordi quando su Instagram era un mondo tutto visto dall’alto? Le flat lay continuano a piacerci tantissimo, ma è interessante sperimentare anche altri punti di vista. Lavorando sulla profondità di campo (quindi mantenedo aperto il diaframma, con un numero piccolo vicino alla F) possiamo sfocare lo sfondo e cominciare ad abbassare la fotocamera o il cellulare rispetto alla prospettiva aerea. Muovi il cavalletto intorno alla tua composizione e cerca l’angolazione che ti sembra valorizzare meglio il tuo set, a volte può essere quella più inaspettata 🙂 La mia preferita è leggermente sopraelevata rispetto al set, come in questa fotografia, ma non proprio dall’alto…sperimenta anche tu per trovare la tua!

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Still life realizzato per Mary Gioffrè, dall’alto ma non troppo, altrimenti avremmo perso un sacco di dettagli!

 

Le “regole” di composizione…

…e qui si apre un mondo! Come si dispongono gli oggetti sul set in uno still life? Prima di tutto, valutando la quantità: “less is more”, già lo sai, è il mio motto perché lasciare respirare una composizione ci aiuta a rilassare l’occhio di chi guarda e a poterlo “guidare” meglio. Prova a stare meno addosso alle tue composizioni, allontanati con il cavalletto dal set e lascia passare un po’ d’aria nelle tue fotografie, per renderle più leggere e dare subito un senso di pace.

facilitatrice di intelligenza emotiva.
Still life realizzato per Silvia Sola…guarda quanta “aria” c’è intorno ai libri!

 

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Noci su un davanzale: troppo minimal? Questo tipo di fotografia mi rilassa tantissimo e mi permette di fare spazio anche tra i pensieri 🙂

Il colore è uno degli elementi più importanti che abbiamo per esprimerci con il linguaggio visivo: prima ancora di “vedere” l’immagine il nostro cervello percepisce subito i colori, che sono il primo motivo per cui ci piace proprio quella foto oppure non ci piace per niente. Immagina la palette colori di una fotografia come se fossi molto miope e vedessi quella foto da lontano, con più colori sfocati che interagiscono tra loro…senza dimenticare il nostro soggetto principale: se usi troppe tonalità, rischi solamente di confondere chi guarda. Opta per colori che si combinano bene tra loro (hai mai provato la ruota dei colori online?), comincia con pochi e aggiungi piano piano.

Still life realizzato per A Fish On a Cloud: la casacca ha lo stesso colore di un lato del metro da sarta 🙂

Se ti piace invece l’idea di “caos creativo”…fallo, con un po’ di controllo! 😉 Le fotografie piene di elementi che vedi spesso sono studiate con delle alternanze e ripetizioni precise…prova a scovarle la prossima volta che guardi una fotografia, è un bel gioco per allenare il tuo occhio fotografico (e magari iniziare a creare il tuo archivio personale di fotografie!).
Una piccola pratica che può aiutarti sul set: fai in modo che gli oggetti del tuo caos creativo non si tocchino tra loro, lascia sempre un minimo di spazio.

Gli integratori dell’erboristeria La Calendula sono un’esplosione di freschezza, impossibile pensare a un set minimal! Ogni elemento però è in un caos controllato, pensato e alternato (guarda i pezzetti di arancia e limone o i mirtilli per rendertene conto!)
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Still life realizzato per Sara Fiorentino: l’idea era proprio quella di potercela fare, anche in mezzo al casino! Gli elementi non si toccano tra loro e questo aiuta a fare spazio e a disporli con “ordinato caos”.

Come primissima idea potresti disporre gli oggetti seguendo la regola dei terzi: imposta sulla tua fotocamera o sullo smartphone quella famosa griglia a 9 rettangoli, ottenuti con con due righe verticali e due orizzontali e disponi gli elementi fondamentali della composizione nell’incrocio delle linee, come in questi esempi. A che cosa serve? A distribuire il “peso fotografico”: l’elemento che pesa di più, il soggetto della nostra composizione sarà quello che spicca nella foto e sarà immediatamente visibile rispetto al resto. Proprio per questo non è necessario che ogni quadrato abbia il suo elemento posizionato…anzi! Decidere per un solo un incrocio farà sì che la tua composizione risulti pulita e accarezzi gli occhi.

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Still life realizzato per gli album fotografici fatti a mano da Francesca Marinari: gli elementi essenziali si trovano all’incrocio delle linee sulla destra

 

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Still life con un tocco umano realizzato per V17: guarda dov’è posizionata la prima perla 🙂

 

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Still life realizzato per A Fish On a Cloud: lo sticker sull’ingresso del laboratorio, ma allineato secondo la regola dei terzi

Usa gli elementi di contorno per guidare lo sguardo di chi osserverà la tua fotografia: puoi farlo con un piccolo percorso, oppure girando gli elementi in modo che “indichino” il tuo soggetto principale. Puoi giocare con linee già esistenti o crearle tu: cerca l’armonia, ma non “ingessare” le tue fotografie e non avere paura se qualcosa “si infila”, a volte potrebbe essere interessante giocare con il fuori fuoco su alcuni elementi…

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Still life realizzato per Greta Golia: il becco dell’uccellino di legno punta alla frase, soggetto della fotografia e aiuta a direzionare lo sguardo

 

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Still life realizzato per Ljuba con un “percorso” disegnato dalle caramelle

 

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Still life realizzato per Francesca Marinari: le foglie della piantina si sono infilate nella composizione e mi è sembrata un’intrusione meravigliosa, non avere paura di farti sorprendere dalla realtà una volta sistemato il set!

Crea dei triangoli: nella composizione, la figura del triangolo è eredità della tradizione pittorica, ne trovi moltissimi nelle nature morte. È una forma compositiva semplice, stabile e può aiutarti nella fotografia still life, così come tenere a mente il numero 3, specialmente per quel che riguarda gli elementi di contorno della tua immagine. È un numero che bilancia e unisce, se cerchi fotografie armoniose può davvero darti un aiuto prezioso.

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Still life realizzato per Chiara Giglio: conta gli elementi in composizione…è un tripudio di tre!

 

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Still life realizzato per Franca Sopetti: riesci ad individuare i triangoli?

Le regole sono fatte per essere infrante, qualche volta 🙂

Hai capito la regola dei terzi, hai formato linee e triangoli, spalancato spazi e adesso? C’è la parte che più mi fa amare la fotografia, non solo quella still life: ogni tanto dimentica tutto e fallo consapevolmente! Prova a centrare il tuo soggetto, ad esempio oppure riempi tutto tutto il quadro, senza lasciare nemmeno un piccolissimo spazio libero…permettiti di esplorare, di infrangere le regole e di andare dove i tuoi occhi ti portano, per continuare ad allargare lo sguardo.

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Still life realizzato per V17: sono molto più vicina rispetto al solito e ho centrato tutto, lasciando ben poco respiro alla fotografia, ma era proprio così che la volevo.

 

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Still life realizzato per Silvia Sola: qui la foto respira un po’ di più ma il soggetto è centrato ed è una delle fotografie che sono più felice di aver scattato.

 

Senza esasperarti

Il rischio della fotografia still life è quello di passare ore insieme al tuo set, fare centosettanta scatti e poi? Non ti piace niente, tutto potrebbe essere fatto meglio, potrebbe essere p e r f e t t o (aaargh, che paura!). Alex Tan, fotografo e direttore artistico, lo dice benissimo: “Se dopo una o due ore di scatti pensi di aver trovato la foto giusta, fidati del tuo istinto. Nella prima ora di lavoro molte persone arrivano all’80% e ottengono qualcosa di cui sono soddisfatti, ma che non è perfetto. Dopodiché passano le quattro ore successive a lavorare su quel 20% mancante per tentare di perfezionare il lavoro”…e questo è il modo migliore per fare di noi eterni fotografi infelici.
Datti un tempo e datti pace, la perfezione – per fortuna – è un concetto che nella realtà non esiste e proprio per questo puoi sempre fare di meglio e continuare a crescere, con la fotografia e come essere umano. È molto probabile che quello che manca arriverà col tempo e con l’esperienza, ma anche – soprattutto! – mentre non stai sistemando il set da ore, come accade sempre per le migliori intuizioni. Ricorda che la fotografia continua a farsi spazio dentro di te e attraverso i tuoi occhi ogni giorno: osservare è il grande allenamento quotidiano che puoi fare per nutrire il tuo sguardo fotografico…oltre ai #5minutidifotografia, ovviamente! Mica pensavi che me li fossi dimenticati? Ti lascio qui qualche esercizio per fare pratica con gli still life…fammi sapere come va su Instagram, taggandomi e usando l’hashtag #5minutidifotografia 🙂

5 minuti di fotografia still life

Osserva la luce nella stanza che userai per scattare in tre momenti diversi della giornata: prenditi due minuti per osservarla e tre per appuntare sul tuo quaderno che tipo di luce è. Non dimenticare di segnare l’ora e il punto in cui ti trovi.

– Se Instagram è il tuo social preferito e non riesci proprio a smettere con le flat lay, fanne una pensata: diminuisci gli elementi e fai respirare la tua comporizione oppure crea un “caos controllato” con ripetizioni e alternanze o ancora prova a distribuire gli elementi seguendo la regola dei terzi. Hai 3 minuti per comporre (guardando in macchina) e 2 per scattare…difficile? Daiii, io tifo per te!

– Dopo aver creato il tuo set per la flat lay…giocaci un po’ e tenta altre prospettive: dimenticati delle regole di composizione, esplora il set muovendoti dall’alto al basso, a destra o a sinistra: ogni volta che trovi una prospettiva che sembra piacerti senza pensarci troppo, fai uno scatto…hai 5 minuti di tempo, quante angolazioni troverai?

Missione minimalismo colore: prova uno still life dove utilizzi un solo colore oltre a quello del tuo sfondo, ma la fotografia deve contenere oltre al soggetto principale almeno due elementi di contorno. Quindi: elemento principale, elemento di contorno, altro elemento di contorno…e il tutto usando solo due colori, sfondo compreso.

Ultimissimo compito, ma il più importante: divertiti! La fotografia che ti fa imbronciare o venire il mal di testa non è quella che ci piace. Hai tra le mani uno strumento meraviglioso con cui poter allargare il tuo sguardo sul mondo! Quando senti che sale un po’ di ansia respira e gioca con la tua macchina fotografica come faresti se avessi 4 anni: siediti per terra con lei, portala in luoghi improponibili oppure usala come soggetto delle tue foto.
Più ti diverti, meglio scatti…te lo assicuro. Poi fammi sapere com’è andata 🙂

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